Ho dato un'occhiata alle reazioni al dir poco sconcertanti dei lettori di alcuni giornali on line.
La repubblica, il corriere, libero, il riformista, il manifesto e l'Unità non permettono commenti. E forse è meglio così data la qualità e la gravità dei commenti che ho letto..
Cmq date un'occhiata anche voi
il messaggero su Napolitano:http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... &ctc=0#IDXil messaggero su Stefano Okaka:http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... E_INITALIA
il giornale su Napolitano, Fini e la chiesa:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305833#1
sul manifesto del 13 un 'articolo interessante:il manifesto del 13 Novembre 2008
LA DENUNCIA
Gli emigrati italiani: si stava meglio in Svizzera
Un convegno organizzato a Roma dall'associazione Colonie Libere
Maria Delfina Bonada
Degli effetti della crisi sui lavoratori immigrati si parla ben poco. Ci sono voluti i lavoratori italiani emigrati in Svizzera per affrontare il problema. Lo hanno fatto nel corso di un convegno organizzato a Roma dalle Colonie Libere italiane (un'associazione creata nel 1943 dai rifugiati italiani antifascisti poi diventata naturalmente organizzazione degli emigrati italiani che nel dopoguerra arrivarono in Svizzera a decine di migliaia). Titolo del convegno: «La partecipazione democratica dei migranti strumento d'integrazione». Luogo: il senato poiché il presidente delle Colonie Libere è il senatore Claudio Micheloni eletto sulle liste degli italiani all'estero. Una dimostrazione del buon uso che si può fare di un mandato e che va oltre la semplice rappresentazione degli emigrati italiani ma che affronta il problema dei migranti, per l'appunto, nel suo insieme.
Tanto che è stato un emigrato africano del Friuli, Abdou Faye ad evocare la recessione e i licenziamenti che ne seguiranno, ben consapevole che i primi ad essere colpiti saranno gli emigrati. Una situazione tanto più drammatica che, ha spiegato Abdou Faye, il 70% degli immigrati è in Italia da più di 5 anni e spesso con famiglia. Per gli immigrati, licenziamento significa espulsione.
Lo sanno bene gli immigrati in Svizzera, ha ricordato il poeta Leo Zanier: «Con la crisi degli anni 70 in Svizzera si sono persi 300.000 posti di lavoro. E 300.000 lavoratori stranieri lasciarono il paese. Un costo enorme, per tutti, anche per la Svizzera che vide scomparire migliaia di abitanti, stranieri si, ma formati e integrati in Svizzera».
Dei diritti e dei doveri e della partecipazione democratica dei migranti, tema del convegno, si è parlato molto. E, paradosso, sono gli emigrati italiani che sono venuti a dire che in Italia, in materia di diritti, si stava peggio che in Svizzera, o perlomeno in certi cantoni. In quello di Neuchatel ad esempio dove gli stranieri hanno il diritto di voto dal 1849. La marocchina Amina Benkais siede al consiglio legislativo della città.
Per Andrea Amaro, Cgil, in Italia invece si fanno passi indietro e, sottolinea «negare i diritti significa negare la convivenza civile». Tra i diritti, quello del suolo da opporre a quello del sangue.
«Possibile - sbotta il deputato Touadi (Pd) che in Italia a 18 anni i figli degli immigrati diventano clandestini, magari nell'unico paese dove hanno sempre vissuto?».
Buona lettura!